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The Piper at the Gates of Dawn...I'm with the pigs on the wing... |
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Benvenuto nel mio Spaces!Chiunque passi ed abbia voglia di lasciare un commento, lo spazio c'è. Se non lo fate non morirò di certo.
April 14 Io l'euro per il terremoto non lo do. L'ho preso da Facebook, ma mi trovo in pieno accordo con quanto c'è scritto. Leggetelo, ne vale la pena, potrebbero nascere discussioni interessanti ed utili. Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda. Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare. Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro. Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella. C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno? Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente? Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte. Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è. Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate. Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente. Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo. Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto. Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto. Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto. Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia. Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico. E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d’altronde. Giacomo Di Girolamo February 15 Religiolus, documentario sulla religione, dal 20 febbraio nei cinemaUscirà il 20 febbraio al cinema "Religiolus", documentario sulla religione. Ovviamente uscirà in pochissime copie in Italia, ma è assolutamente un film da vedere credo. Vi posto anche il trailer, giusto per farvi un'idea.... ;)
February 11 Berlusconi vuole cambiare la costituzione - CrozzaPrevederà solo 10 articoli:
1)Io sono il Silvio Dio tuo, non avrai altro presidente all'infuori di me
2)Non nominare il nome di Craxi invano
3)Ricordati di santificare Mediaset
4)Onora Previti e Dell'Utri
5)Non uccidere Emilio Fede mandandolo sul satellite
6)Non commettere atti impuri se non hai avuto l'immunità
7)Non rubare, se lo fai ti trovo io un bravo avvocato
8)Non dire falsa testimonianza, se proprio ti scappa puoi dire che sei stato frainteso dalla stampa di SINISTRA
9)Non desiderare la Carfagna d'altri
10)Non desiderare il Quirinale d'altri
Grande Crozza, come sempre! February 09 E' morta Eluana EnglaroE' MORTA A UDINE ELUANA ENGLARO
ROMA - Eluana Englaro è morta. La notizia é stata confermata a Udine da fonti dell'amministrazione comunale e regionale e delle forze dell'ordine. Fonte:Ansa E' giunta così a compimento la vicenda di Eluana Englaro, finalmente (se si può dire in questi casi) Eluana è morta, ponendo così fine a questa non-vita...Finalmente.
Il commento di Sacconi alla morte di Eluana mi ha lasciato parecchio interdetto...Non capisco perchè ringraziare le suore...Cioè l'ho capito, ma poteva davvero evitarselo...Tutto il suo commento è stata una farsa, davvero... Ma comunque ce l'hai fatta Beppino, finalmente. Ciao Eluana. February 07 Eluana Englaro, sperando che finalmente la lascino morire in paceInvito di Englaro al premier e a Napolitano "Venite a vedere com'è davvero Eluana" Il padre della donna si rivolge ai protagonisti dello scontro istituzionale, chiedendo loro di andare a trovare la figlia nella stanza della clinica di Udine: "Vi renderete conto delle sue condizioni effettive". Continua intanto il protocollo per toglierle alimentazione e idratazione. Veltroni: "Berlusconi ha utilizzato questa occasione per realizzare il suo disegno politico". Oggi nella casa di riposo di Udine gli ispettori inviati dal Ministro del Welfare Sacconi. Il Papa ribadisce che la vita va difesa "anche se debole e sofferente". Il presidente del Senato Schifani anticipa intanto la discussione sul testo a lunedì prossimo, Fini invece si limita a convocare i capigruppo 17:59 Englaro: "Premier e capo dello Stato visitino Eluana" Nuovo colpo di scena, nella vicenda Eluana. Il padre di Eluana, Beppino Englaro, attraverso un comunicato stampa invita il premier e il capo dello Stato a visitare la figlia. Ecco il testo: "Sono il tutore di Eluana Englaro, ma in questo momento parlo da padre a padre, rivolgendomi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire ad Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento". 17:50 Fini convoca capigruppo per lunedì sera o martedì mattina Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha deciso di convocare la conferenza dei capigruppo di Montecitorio lunedì pomeriggio o martedì mattina, con all'ordine del giorno l'esame del disegno di legge del governo sul caso Englaro. 17:18 Sit-in opposizione e sindacato davanti a Palazzo Chigi Un nuovo sit-in dei partiti del centrosinistra ha preso il via da pochi minuti davanti palazzo Chigi. I manifestanti, dal Pd alla Sinistra democratica, dai Verdi al Partito socialista al Prc fino alla Cgil, hanno occupato via del Corso bloccando il traffico. I manifestanti sono circa 500. La manifestazione è stata organizzata per protestare contro il disegno di legge varato ieri sera dal governo sul caso di Eluana Englaro. 17:00 Volontè (Udc): "Quirinale ispirato da grembiulini" Per Luca Volontè, deputato dell'Udc e nella scorsa legislatura capogruppo alla Camera, la lettera di Napolitano sulla vicenda di Eluana Englaro sarebbe stata ispirata da ''grembiulini (ovvero dalla massoneria, ndr) e laicisti''. ''Accuse di ingerenza al Vaticano sono surreali. Tra coloro che hanno contribuito a scrivere nell'ombra il parere del Colle - sostiene Volontè - ci sono grembiulini e laicisti e ora si accusa la chiesa di dire ciò che pensa pubblicamente? Invito alla prudenza e al pudore, troppe lingue vanno a ruota libera". 16:43 Castelli: "Bene Schifani, ora si muova anche Fini" "E' apprezzabile la velocità con cui il presidente Schifani ha calendarizzato il provvedimento per Eluana. Ci aspettiamo la stessa velocità dal presidente della Camera, perché non c'è tempo da perdere. Prima salviamo Eluana e poi discutiamo". Lo dice Roberto Castelli, sottosegretario allle Infrastrutture. 16:32 Clinica di Udine ispezionata anche da carabinieri dei Nas Dopo la visita alla casa di riposo 'La Quiete' di Udine dei tre funzionari inviati dal ministro Sacconi, nella struttura udinese sono entrati alle 15 di oggi gli ispettori del Nas di Roma. Il loro compito è controllare se la casa di riposo abbia tutti i requisiti per poter accogliere e curare Eluana Englaro. Si è trattato di una visita accuratissima per verificare l'adeguatezza dei locali, ma della quale peraltro non sono stati resi noti gli esiti. Insieme ai Nas di Roma si trovava un conuslente della Procura di Udine, primario della Rianimazione di Padova. 16:18 Schifani anticipa a lunedì esame ddl in aula Senato Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha convocato per le ore 19.00 di lunedì 9 l'Assemblea di Palazzo Madama, anticipando la seduta già prevista per martedì 10. Il Presidente Schifani proporrà ai capigruppo, già convocati per lunedì alle 12.00, di esaminare nella seduta serale il disegno di legge sulla vicenda di Eluana Englaro, presentato ieri dal governo in Senato. 16:12 Durante visita in clinica ispettori hanno voluto visitare Eluana I tre ispettori inviati a Udine dal Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, hanno voluto vedere Eluana Englaro. Lo si è appreso da fonti de 'La Quiete', la casa di riposo dove da martedì è ricoverata la donna in stato vegetativo da 17 anni. |
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